A qualche lettore qua e là il nostro approccio al cibo ed alla cucina sarà suonato già familiare.
Pensando e costruendo questo blog anche a me sono venuti in mente alcuni progetti con direzioni simili o affinità di qualche tipo.
La frase “noi non ci ispiriamo a nessuno, siamo noi stessi” non ha alcun senso di esistere e non è mai veritiera. Da quando siamo cavernicoli ogni passo in avanti e ogni mossa creatrice ha influenzato quelle successive che ne erano a conoscenza, anche inconsciamente. Sopratutto inconsciamente.

Pensando a Colesterland mi sono venuti in mente i prodotti audiovisivi riportati nel titolo, ho deciso però di spiegarvi sopratutto le differenze tra noi e loro.

Unti e Bisunti è il programma andato in onda su Real Time condotto dal sig. Chef Rubio. Rubio girava e gira l’Italia alla ricerca dei gusti più ricchi ma anche più autentici della penisola, più unti. Una specie di prontuario per i trigliceridi fatto di nicchie e di prodotti tipici di cui siamo estremamente ricchi.
La fattura del programma non l’ho amata per nulla: uno spinto finto on the road con inquadrature imbarazzanti, tagli dal ritmo fastidioso, un’ironia non sempre funzionante e uno stile estremamente affettato nella conduzione (in fondo Rubio è uno Chef/rugbista e non una starlette della tv).
Nello spirito mi ci ritrovo molto; nella ricerca delle perle culinarie da salvare, nell’idea che la varietà culinaria sia un patrimonio infinito ed il rispetto di esso.
Noi non siamo Unti e Bisunti, noi non siamo così raffinati anche se tutto quello (o quasi tutto) che Rubio ha proposto lo vorremmo proprio mangiare e assaggiare, non abbiamo le conoscenze e le esperienze per diventare i difensori della tradizione, non è il nostro obiettivo (lo lasciamo fare ai più esperti). Poi tutti quei chilometri a piedi non li faremmo mai.

Epic Meal Time è quel canale Youtube che propone video di ricette (?) piatti (?) cose fatte con il cibo in maniera assurda. Mi sono e ci siamo divertiti molto a guardare questi pazzi fare lasagne composte da hamburger o pizze fatte di carne e piatti da 30mila/40mila/millemila calorie ma noi il mangiare lo vogliamo mangiare. Sti americani non sanno cos’è il gusto. Non vogliamo nemmeno fare i moralisti sullo spreco o sull’impatto ambientale di quello che filmavano ma carissimi, quelle robe sono da guardare da lontano.
Non sono sicuro che avrebbero avuto tutto quel successo se dai video youtube oltre alle immagini fosse uscito l’odore di quello che preparavano.

Man VS Food.
Questo programma andato in onda su innumerevoli canali sul satellite e Digitale Terrestre era una specie Unti e Bisunti versione USA, solo che a fine puntata il conduttore si lanciava in una sfida (contro il cibo appunto).
Il programma era (o è) stato realizzato in maniera decisamente più fresca di Unti e Bisunti e il conduttore era una punta più simpatico. L’idea di base era quella girare gli USA alla ricerca dei cibi più cicciosi e saporiti per poi fermarsi da qualcuno ed accettare una di quelle sfide in cui mangi fino a scoppiare. Il programma era molto interessante per la varietà di cibi e per la possibilità di conoscere la creatività culinaria USA in lungo ed in largo. Abbiamo scoperto che ci sono infiniti modi per rendere gli ingredienti notevolmente non adatti alla salute umana.
La sfida del cibo però non è una di quelle cose che ci piacciono sopratutto perché ricordando tutti i pranzi di natale qui da noi sfondarsi fino a star male è una delle torture peggiori che l’uomo debba sopportare (IMHO). Lo stesso presentatore (Adam Richman) ha mollato il programma per rimettersi in forma dopo stagioni passate a torturare le proprie arterie ed il proprio corpo.
La mia ammirazione comunque va a quell’uomo ed alla sua invidiabile capacità di mangiare ma noi non vorremmo mai arrivare al punto di essere obbligati a rimetterci in forma quindi mangiamo si, ma con una sorta di “automoderazione”.

Riassumendo, noi non cerchiamo di copiare nessuno dei tre ma ci sono piaciuto e siamo vicini a Rubio e Adam Richman.
Noi però siamo dalla parte dell’uomo della strada, che non può viaggiare molto, che suo malgrado finisce a sfamarsi nel supermercato e che è tanto, molto pigro.